{"id":997,"date":"2018-10-23T15:36:34","date_gmt":"2018-10-23T15:36:34","guid":{"rendered":"https:\/\/preview.reportage.alpeninitiative.ch\/it\/kapitel3\/"},"modified":"2018-11-12T13:58:26","modified_gmt":"2018-11-12T13:58:26","slug":"capitolo3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reportage.proalps.ch\/it\/capitolo3\/","title":{"rendered":"Partenza per la Bosnia"},"content":{"rendered":"<p>Qualche settimana pi\u00f9 tardi incontriamo di nuovo Petar Stefanovic, il camionista bosniaco che parla svizzero-tedesco. \u00c8 disposto a prenderci con lui per un viaggio col suo TIR. Da venerd\u00ec sera \u00e8 in un\u2019area di sosta presso Norimberga e passa qui la lunga pausa di riposo. Ha caricato birra senz\u2019alcool olandese ed \u00e8 sulla via del ritorno verso la Bosnia.<\/p>\n<p>Dopo due giorni, in un\u2019area di servizio talvolta arriva la depressione, dice Petar. Gli viene da chiedersi perch\u00e9 spreca cos\u00ec la sua vita. Due giorni di solitudine imposti. Mentre sarebbe pure proibito passare la lunga pausa di lavoro nel camion.<\/p>\n\n[aesop_video width=&#8221;content&#8221; align=&#8221;center&#8221; src=&#8221;vimeo&#8221; id=&#8221;299495036&#8243; caption=&#8221;Momenti dei camionisti&#8221; disable_for_mobile=&#8221;off&#8221; loop=&#8221;off&#8221; autoplay=&#8221;off&#8221; controls=&#8221;on&#8221; viewstart=&#8221;off&#8221; viewend=&#8221;on&#8221; revealfx=&#8221;inplaceslow&#8221; overlay_revealfx=&#8221;off&#8221;]\n<p>Nessuno degli autisti pu\u00f2 tuttavia permettersi gli alberghi delle aree di servizio. Una notte costa 50 euro o pi\u00f9. Petar non va mai in albergo. \u00abL\u00ec non posso cucinarmi qualcosa e mi sentirei ancora pi\u00f9 solo che nelle aree di servizio, dove almeno si incontrano altri camionisti.\u00bb<\/p>\n<p>I sindacati lottano affinch\u00e9 ci siano pi\u00f9 controlli per vedere se i camionisti passano illegalmente le loro lunghe pause nell\u2019abitacolo. In Germania la polizia non lo fa, dicono gli autisti. In Belgio la polizia \u00e8 pi\u00f9 severa. L\u00ec un solo poliziotto ha creato tutto un movimento. Raymond Lausberg critica che i camionisti siano trattati come bestie. Lotta con vigore affinch\u00e9 gli autisti ottengano condizioni di lavoro migliori.<\/p>\n<p>Se becca un camionista che passa i suoi due giorni di riposo nella cabina del camion, c\u2019\u00e8 da pagare una multa \u2013 che per\u00f2 non deve mai pagare l\u2019autista, ma sempre la ditta. I sindacati amano Lausberg. I camionisti dell\u2019est europeo, invece, evitano il Belgio. Cercano di uscire dal paese prima che debbano prendere i due giorni di riposo. Se solo possibile, si spostano in Germania, poich\u00e9 sanno che l\u00ec non saranno controllati. Oppure in Svizzera, dove non \u00e8 proibito restare sul camion.<\/p>\n<p>Certe ditte il fine-settimana portano i loro autisti in alloggi propri con dei minibus. I camionisti lamentano che i container o le baracche siano spesso sporchi. Non si sa chi ha pernottato prima in quelle lenzuola. La cabina, invece, \u00e8 la loro seconda casa. Nel camion di Petar si pu\u00f2 salire solo dopo essersi tolti le scarpe. Non c\u2019\u00e8 un filo di polvere.<\/p>\n[aesop_parallax img=&#8221;http:\/\/reportage.proalps.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/petar.jpg&#8221; parallaxbg=&#8221;on&#8221; captionposition=&#8221;bottom-left&#8221; lightbox=&#8221;off&#8221; floater=&#8221;off&#8221; floaterposition=&#8221;left&#8221; floaterdirection=&#8221;none&#8221; overlay_revealfx=&#8221;off&#8221;]\n<h3>L\u2019incubo del conducente<\/h3>\n<p>Alle 3.45 del mattino Petar lascia l\u2019area di sosta presso Norimberga. \u00c8 ancora buio. Dice che cos\u00ec ce la fa a evitare Monaco per tempo. Un buon autista di lungo corso conosce il ritmo del traffico degli spostamenti verso i posti di lavoro in tutta l\u2019Europa. Se ci finisce dentro, gli costa molto tempo. Non sempre \u00e8 tuttavia possibile evitare gli ingorghi. Basta un incidente per bloccare un\u2019autostrada per ore. Petar dice che ha anche bisogno di colonne ferme, cos\u00ec pu\u00f2 farsi un caff\u00e8.<\/p>\n<p>Lentamente il cielo si sta rischiarando a oriente. Diventa rosso, arancione, giallo, finch\u00e9 il sole scivola sopra l\u2019orizzonte. Petar aggira Monaco senza problemi. Davanti a lui viaggia un semirimorchio bianco. Il tempomat procura un viaggio tranquillo. Il distanziatore si fa sentire non appena Petar si avvicina troppo al veicolo che lo precede.<\/p>\n[aesop_video width=&#8221;content&#8221; align=&#8221;center&#8221; src=&#8221;vimeo&#8221; id=&#8221;300019438&#8243; caption=&#8221;Panorama aus der Fahrkabine von Petar (funktioniert nicht auf Mobiltelefonen). &#8221; disable_for_mobile=&#8221;off&#8221; loop=&#8221;on&#8221; autoplay=&#8221;off&#8221; controls=&#8221;on&#8221; viewstart=&#8221;off&#8221; viewend=&#8221;on&#8221; revealfx=&#8221;inplace&#8221; overlay_revealfx=&#8221;off&#8221;]\n<p>Un\u2019automobile con roulotte sorpassa. Sembra durare un\u2019eternit\u00e0, finch\u00e9 il veicolo si sposta in avanti. Poi, d\u2019improvviso, il conducente tende verso destra, verso la corsia di Petar. La roulotte tocca quasi il parafango del TIR. Petar frena bruscamente il suo mezzo di 40 tonnellate. Il solito automobilista che non sa quant\u2019\u00e8 lunga la sua roulotte, dice tranquillo Petar, come se non fosse successo nulla.<\/p>\n<p>Un pregio del camion \u00e8 che si \u00e8 seduti in alto e quindi si ha una buona visuale. Petar aggiunge che non gli piace guidare un\u2019auto normale, lo rende nervoso, perch\u00e9 si vede cos\u00ec poco.<\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 che le automobiliste e gli automobilisti inesperti sulle autostrade, i camionisti hanno paura dei ciclisti nel traffico in citt\u00e0. Al semaforo certuni si mettono a destra vicino al camion. Per\u00f2 l\u00ec il camionista non li vede, perch\u00e9 sono nell\u2019angolo morto. \u00abUn orrore\u00bb, dice Petar. Non ha ancora mai avuto un incidente veramente grave. Ma ne ha paura. Paura di far male a qualcuno, perch\u00e9 non ha fatto abbastanza attenzione.<\/p>\n<p>L\u2019autostrada costeggia il Chiemsee. A destra ci sono le Alpi nel sole mattutino. Da dietro un TIR rosso si spinge oltre il camion di Petar. Dopo tre minuti \u00e8 finalmente riuscito a sorpassare. La chiamano \u00abcorsa degli elefanti\u00bb. Di per s\u00e9 sarebbe proibito, dice Petar. Un TIR non pu\u00f2 restare sulla corsia di sorpasso per pi\u00f9 di 45 secondi. \u00abDeve poter andare almeno 10 chilometri pi\u00f9 veloce del camion che vuole superare, altrimenti deve restare dietro.\u00bb<\/p>\n[aesop_parallax img=&#8221;http:\/\/reportage.proalps.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/reportage_arbeitsbedingungen_LKW-fabian-biasio19.jpg&#8221; parallaxbg=&#8221;on&#8221; parallaxspeed=&#8221;2&#8243; captionposition=&#8221;bottom-left&#8221; lightbox=&#8221;off&#8221; floater=&#8221;off&#8221; floaterposition=&#8221;left&#8221; floaterdirection=&#8221;none&#8221; overlay_revealfx=&#8221;off&#8221;]\n<h3>Cattivi capi<\/h3>\n<p>L\u2019autostrada serpeggia nella catena montuosa delle Caravanche, in Slovenia. Il traffico \u00e8 scorrevole e regolare. Petar racconta com\u2019\u00e8 che oggi lavora per una ditta bosniaca. Aveva 14 anni quando i suoi genitori l\u2019hanno fatto venire in Svizzera.<\/p>\n<p>Vivevano vicino a Zurigo. And\u00f2 a scuola e dopo pochi mesi parlava gi\u00e0 dialetto. Dopo l\u2019apprendistato ha cominciato a guidare TIR per una grossa ditta di spedizioni. Amava il suo lavoro, aveva amici svizzeri e un\u2019amica svizzera. Ben presto i due si trasferirono in Turgovia nel loro primo appartamento comune.<\/p>\n\n[aesop_quote type=&#8221;pull&#8221; background=&#8221;#282828&#8243; text=&#8221;#ffffff&#8221; align=&#8221;center&#8221; size=&#8221;1&#8243; quote=&#8221;Non ti dicono che devi manipolare il tachigrafo. Ti chiedono semplicemente di continuare a guidare. Ma non \u00e8 possibile senza manipolare il tachigrafo.&#8221; cite=&#8221;Petar Stefanovic, camionista&#8221; revealfx=&#8221;inplaceslow&#8221;]\n<p>Nel 1999 doveva rinnovare il suo permesso di soggiorno. Doveva essere solo una formalit\u00e0. Ma quando arriv\u00f2 la lettera di risposta, la sua vita spensierata croll\u00f2 di colpo. Nella lettera c\u2019era scritto che purtroppo il suo permesso di soggiorno non poteva essere prolungato, poich\u00e9 aveva cambiato cantone senza il permesso delle autorit\u00e0. La sua ditta gli procur\u00f2 un avvocato. Il suo capo lott\u00f2 anche in tribunale per lui. Non ci fu niente da fare.<\/p>\n<p>All\u2019inizio del 2000 Petar aveva dovuto lasciare la Svizzera. Lo chiama un rinvio forzato. Da anni non era pi\u00f9 stato in Bosnia. Si diede da fare, lav\u00f2 automobili per guadagnarsi almeno qualcosa. Pi\u00f9 tardi guid\u00f2 camion per diverse ditte. Conobbe datori di lavoro miserabili. Per esempio, uno dei suoi capi ha chiesto che continuasse a guidare il TIR, anche se aveva gi\u00e0 superato il tempo di guida regolare e avrebbe dovuto per forza fare una pausa. \u00abNon ti dicono che devi manipolare il tachigrafo. Ti chiedono semplicemente di continuare a guidare. Ma non \u00e8 possibile senza <a href=\"https:\/\/reportage.proalps.ch\/it\/come-si-manipola-un-tachigrafo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">manipolare il tachigrafo<\/a>.\u00bb<\/p>\n<p>Petar non cedette alle pressioni del suo capo. Posteggi\u00f2 il camion in un parcheggio, comunic\u00f2 al suo capo dove si trovava il veicolo e diede le dimissioni.<\/p>\n<p>Petar deve ancora portare il suo TIR in un garage a Lubiana. La sera pernotta in un\u2019area di sosta in Croazia. La mattina, poco dopo le tre, riparte. Stavolta deve schivare il traffico della mattina intorno a Zagabria.<\/p>\n<p>Alle dieci \u00e8 al confine bosniaco. Alle 13,00 \u00e8 a casa, a Modrica, da sua moglie Ivana e dai suoi gatti.<\/p>\n\n[aesop_video width=&#8221;content&#8221; align=&#8221;center&#8221; src=&#8221;vimeo&#8221; id=&#8221;299488366&#8243; caption=&#8221;Ivanka Stefanovic, moglie de Petar Stefanovic&#8221; disable_for_mobile=&#8221;on&#8221; loop=&#8221;off&#8221; autoplay=&#8221;off&#8221; controls=&#8221;on&#8221; viewstart=&#8221;off&#8221; viewend=&#8221;on&#8221; revealfx=&#8221;inplaceslow&#8221; overlay_revealfx=&#8221;off&#8221;]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche settimana pi\u00f9 tardi incontriamo di nuovo Petar Stefanovic, il camionista bosniaco che parla svizzero-tedesco. \u00c8 disposto a prenderci con lui per un viaggio col suo TIR. Da venerd\u00ec sera \u00e8 in un\u2019area di sosta presso Norimberga e passa qui la lunga pausa di riposo. 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